Latte vaccino e salute del cuore: i benefici su pressione, ictus e colesterolo
Per molto tempo si è dibattuto sul legame tra il consumo di latte e la salute del cuore, specialmente a causa della presenza di grassi saturi nella sua composizione. Tuttavia, le ricerche più recenti e le ampie revisioni della letteratura scientifica internazionale mostrano un quadro ben diverso e più rassicurante. Inserito in una dieta bilanciata, il consumo moderato di latte si dimostra infatti un prezioso alleato nella prevenzione delle principali problematiche cardiovascolari.
A confermarlo sono i dati emersi nell’ambito della 6th European Summer School on Nutrigenomics dell’Università di Camerino (UNICAM), di cui Trevalli Cooperlat è sponsor, un progetto nato per indagare il legame tra cibo, genetica e salute. Di seguito i risultati delle ricerche svolte in numerosi laboratori e che qui vengono sintetizzati per la Trevalli Cooperlat dalla Prof.ssa Rosita Gabbianelli – Ordinario di Biochimica dell’Unità di Biologia Molecolare e Nutrigenomica dell’Università di Camerino – sul reale impatto del latte sul nostro cuore.
Un bicchiere al giorno per proteggere il cuore
Analizzando le evidenze raccolte negli ultimi anni a livello internazionale – ed elaborate in un’ampia umbrella review, ovvero una “super-ricerca” che sintetizza e mette a confronto i dati di decine di studi condotti su centinaia di persone – emerge chiaramente che l’assunzione quotidiana di circa 200 ml di latte (la quantità equivalente a un classico bicchiere) è legata a importanti effetti protettivi.
Nello specifico, le evidenze più consistenti dimostrano che un consumo giornaliero di 200 ml di latte è associato a:
- una riduzione del 7% del rischio di ictus;
- una riduzione del 6% del rischio complessivo di malattie cardiovascolari;
- una riduzione del 4% del rischio di sviluppare ipertensione (pressione alta).
La scelta dei grassi: intero, parzialmente scremato o scremato?
Negli studi prospettici di coorte, né il latte intero né il latte parzialmente scremato sono stati chiaramente associati a un aumento dell’incidenza o della mortalità per malattie coronariche o ictus.
Tuttavia, gli esperti sottolineano un’importante distinzione: il consumo prolungato di latte ad alto contenuto di grassi è stato associato a un leggero aumento del rischio di ictus (+4%). Per questo motivo, per la popolazione generale o per chi deve prestare attenzione ai lipidi nel sangue, il latte parzialmente scremato o scremato rappresenta una soluzione ideale per beneficiare dei nutrienti del latte mantenendo un profilo calorico e lipidico controllato.
Perché il latte fa bene alla circolazione?
I benefici del latte sulla pressione e sulla salute cardiovascolare derivano dalla complessa matrice nutrizionale dell’alimento. Le proteine del latte, una volta digerite, rilasciano particolari peptidi bioattivi che aiutano a regolare la pressione arteriosa e la funzionalità dei vasi sanguigni.
In conclusione: le giuste quantità e le eccezioni
Tirando le somme, il bilancio tracciato dalla ricerca è chiaramente positivo: per la popolazione generale, consumare circa un bicchiere di latte al giorno (200 ml) apporta più benefici che rischi per la salute cardiovascolare. Questa indicazione di carattere generale non si applica, ovviamente, ai soggetti con allergia alle proteine del latte, intolleranza al lattosio o specifiche condizioni mediche per le quali il medico ne abbia sconsigliato l’uso.