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Zuccheri e glicemia: cosa cambia tra latte vaccino e alternative vegetali?

Negli ultimi anni il passaggio verso un’alimentazione a base vegetale ha spinto sempre più consumatori a sostituire il tradizionale latte vaccino con bevande a base di soia, riso, avena, mandorla o cocco. Se per chi non può o non desidera consumare prodotti animali queste rappresentano una soluzione, è importante imparare a leggere bene le etichette. Spesso si pensa che “vegetale” sia automaticamente sinonimo di “più sano” o “più leggero”, ma le ricerche mostrano una realtà diversa, specialmente quando si parla di zuccheri.

Proprio per fare chiarezza con dati scientifici alla mano, questo articolo nasce in stretta sinergia con la 6th European Summer School on Nutrigenomics dell’Università di Camerino (UNICAM), un progetto nato per indagare il legame tra cibo, genetica e salute e di cui Trevalli Cooperlat è sponsor. Ecco cosa emerge dalle ricerche svolte in numerosi laboratori, che qui vengono sintetizzati per la Trevalli Cooperlat dalla Prof.ssa Rosita Gabbianelli – Ordinario di Biochimica dell’Unità di Biologia Molecolare e Nutrigenomica dell’Università di Camerino.

Zuccheri naturali contro zuccheri aggiunti

Una delle differenze principali tra il latte e le bevande vegetali risiede nel tipo e nella quantità di zuccheri presenti. Il latte vaccino bianco, non aromatizzato, contiene naturalmente un solo zucchero: il lattosio, indicato in etichetta come lo zucchero naturale del latte.


Al contrario molte bevande vegetali vengono addizionate con zuccheri (come saccarosio o fruttosio) durante la lavorazione industriale per migliorarne il sapore e la consistenza al palato. Questo fa sì che il loro contenuto di zuccheri aggiunti possa essere piuttosto elevato, variando dai 4 ai 20 grammi per porzione.

L'impatto sull'indice glicemico

Perché la differenza tra lattosio e zuccheri aggiunti è così importante per la nostra salute? La risposta sta nella modalità con cui il nostro corpo li assimila. L’aggiunta di zuccheri come il saccarosio nelle bevande vegetali innalza rapidamente l’indice glicemico. Nel tempo il consumo eccessivo di questi zuccheri aumenta il rischio di sviluppare infiammazioni, obesità, patologie cardiovascolari e diabete.

Il lattosio presente nel latte vaccino ha invece un comportamento del tutto diverso. Lavorando in combinazione con la qualità e la quantità delle proteine naturalmente presenti nel latte, il lattosio esercita un effetto benefico sull’omeostasi del glucosio. In pratica aiuta il corpo a mantenere sotto controllo l’indice glicemico, rendendo il latte un alimento molto più equilibrato dal punto di vista metabolico.

Calorie a confronto: sono davvero più leggere?

Un falso mito molto diffuso è che le bevande vegetali siano sempre meno caloriche del latte. In realtà, proprio a causa degli zuccheri aggiunti e degli amidi (soprattutto in bevande derivate da cereali), alcune alternative – come le bevande a base di riso o di avena – possono avere un contenuto energetico e di carboidrati totali superiore a quello del latte vaccino. Per questo motivo, la comunità scientifica ribadisce che, avendo composizioni così diverse, le bevande vegetali non possono essere considerate dei veri e propri “sostituti” nutrizionali del latte.

Come orientarsi tra le opzioni

Come emerge dalle ricerche scientifiche in questo ambito, il latte vaccino offre un profilo nutrizionale e un controllo dell’indice glicemico che lo rendono un alimento completo ed equilibrato per la popolazione generale. Per chi soffre di intolleranza al lattosio, la soluzione ideale per non rinunciare a questi benefici resta il latte delattosato, mentre per chi preferisce un’alimentazione vegetale, il nostro consiglio è quello di leggere attentamente l’etichetta per evitare un apporto eccessivo di zuccheri aggiunti.
Informazioni utili

Domande Frequenti
(FAQ)

Generalmente no. Grazie all’azione combinata di lattosio e proteine del latte, l’indice glicemico viene mantenuto sotto controllo con un effetto benefico sull’organismo. Molte bevande vegetali con zuccheri aggiunti (come il saccarosio), invece, tendono ad alzarlo. Ogni soggetto, comunque, può rispondere diversamente ad uno stesso alimento a causa delle sue varianti genetiche, pertanto non si può mai generalizzare.
Dipende molto dal prodotto. L’aggiunta di zuccheri per migliorare il sapore aumenta il carico energetico della bevanda. Un consumo prolungato di bevande ricche di zuccheri può contribuire all’aumento di peso e favorire l’obesità.
No, se sei intollerante al lattosio puoi tranquillamente optare per il latte vaccino delattosato (senza lattosio). Questo tipo di latte mantiene invariato l’apporto proteico e ha un impatto calorico simile al latte classico. Scopri di più qui : https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022030224011974